sabato 3 maggio 2014

MCNA INTERVISTA AVANI



Il Movimento Caudino No Amianto ha intervistato Silvio Mingrino Presidente dell’A.V.A.N.I. per approfondire direttamente il discorso con le realtà nazionali che lottano contro l’amianto. 
Il dialogo costruttivo è un passo in avanti per la lotta comune contro l'amianto e tutti i macelli legati a questa fibra assassina. 

Buona lettura.

D- E’ da poco attiva in rete la nuova pagina dell’Associazione Vittime  Amianto Nazionale Italiana, conosciuta con l’acronimo di A.V.A.N.I. Come nasce la vostra realtà contro questo assassino silenzioso?
R- AVANI nasce nel 2008 dal dolore di una famiglia ,che ha vissuto una storia come altre tante famiglie vivono in questo territorio. Tutte queste storie hanno un unico primo protagonista “L’AMIANTO KILLER “ che come alleato fedele ha avuto il profitto ed il silenzio e proprio sull’altare del profitto sono state sacrificate ,uccise centinaia di vite umane.
Il lavoro svolto da AVANI è stato molteplice:
•             Nell’aprile 2011 A.V.A.N.I. dona al policlinico San Matteo di Pavia € 5.700 euro a favore della ricerca sul mesotelioma pleurico. I soldi sono frutto di uno spettacolo del 2 Aprile che aveva come artista Flavio Aurelio, lo spettacolo è stato  organizzato dall’inter club Roberto Vecchioni di Stradella presso il teatro sociale di Stradella.
•             Il 16 aprile 2012 è cominciato il processo nei confronti della Fibronit di Broni, l’AVANI si è costituita parte civile, così come numerosi parenti delle vittime; 
•             Per diversi mesi nel 2012 è stata curata una fase sperimentale a Stradella dell’ambulatorio amianto curato dall’equipe del professor  Volpato. L’A.V.A.N.I per il periodo sperimentale(cioè fino a fine giugno) ha sostenuto le spese d’affitto di questo ambulatorio amianto, che offriva visite gratuite a tutti quei soggetti che ritenendosi a rischio, avevano la volontà di sottoporsi ad una visita che comprendeva anche un spirometria.
•             Il 17 settembre 2012 parte del direttivo A.V.A.N.I. presenzia a Casale Monferrato  al convegno di preparazione per la Conferenza Governativa del 22/24 novembre che si è poi tenuta a Venezia.
•             Il 7 ottobre 2012 A.V.A.N.I. organizza un convegno a Voghera presso il Centro Culturale Adolescere.
•             14 novembre 2012 AVANI partecipa a Roma  al convegno Nazionale O-N-A Osservatorio Nazionale  Amianto onlus Roma.
•             22/24 novembre 2012 A.V.A.N.I. prende parte alla Conferenza Nazionale Governativa, riesce anche a parlare con il ministro Fornero e a fargli notare che grazie alla Sua riforma, anche le persone che hanno contratto una patologia che non dà loro scampo non possono andare in pensione.

 L’importanza dell’attività svolta sino ad oggi da AVANI è stata riconosciuta in più occasioni, quelle più importanti sono state:

-              Il 27 aprile del 2011 il Sommo Pontefice benedicendo tutte le vittime di amianto nel mondo, saluta ed incoraggia l’associazione AVANI di Portalbera e l’osservatorio nazionale amianto di Roma e le invita a proseguire l’attività di informazione a livello nazionale.
-              Il 20 luglio 2011 grazie all’attenzione ed alla sensibilità della senatrice Avv. Patrizia Bugnano il direttivo dell’AVANI viene audito presso Palazzo Giustiniani dalla Commissione delle Morti Bianche presieduta dall’onorevole Oreste Tofani il quale si impegna a far si che il territorio di Broni non passi inosservato ed infatti il 25 maggio invita il Presidente dell’associazione AVANI a presenziare alla giornata di Studi sugli infortuni e malattie professionale promossa dal Presidente del Senato Renato Schifani, in quell’occasione ha presenziato il presidente della Repubblica Giorgio  Napolitano.

AVANI, da quando è nata, tutti gli anni propone un concerto natalizio commemorativo per le vittime dell’amianto con la collaborazione di corali di grande livello della nostra zona e non solo. Grazie a queste attività è stato possibile raccogliere fondi, che sono stati anche destinati al Policlinico San Matteo.
Non solo, AVANI ha spesso organizzato convegni informativi per la popolazione, si ricordi ad esempio il convegno del 7 ottobre 2012 a Voghera presso il Centro Culturale Adolescere.  Il convegno aveva scopo informativo poiché dai risultati di una ricerca fatta dall’ASL, Voghera contava nel 2011 sei vittime dell’amianto e Voghera risulta, tutt’oggi un paese sprovvisto di censimento amianto aggiornato.
Nel Dicembre 2013 AVANI, già associazione di volontariato apartitica e apolitica, procede alle modifiche necessarie e diventa un’organizzazione di volontariato e quindi, secondo i dettami della legge quadro del volontariato n. 266/91, riconosciuta nel registro generale regionale delle organizzazioni di volontariato.   

D- Siete da tempo impegnati su questo delicato fronte a difesa della salute. Quali sono state le vittorie nel campo e le battaglie che portate avanti?
R- Lo scopo di AVANI è stato ed è quello di lottare contro le malattie asbesto correlate  ma non solo di lottare affinché  vengano riconosciuti i diritti delle persone che sono state colpite da queste malattie.
AVANI oltre a portare informazione sulle malattie asbesto-correlate e stimolare le istituzioni alla salvaguardia della salute pubblica, è anche di sostegno a quelle persone che avendo dei diritti acquisiti dalla legge 257/92 non gli sono stati riconosciuti.
Grazie ad A.V.A.N.I. a quattro cittadini di Broni viene riconosciuto il Fondo Vittime dell’amianto, che pur avendone i requisiti non rientravano nell’elenco dei nomi degli avente diritto. AVANI riesce a far ottenere, attraverso il legale Prof. Ezio Bonanni di Roma, i benefici contributivi a Franco Ferro il quale si è trovato in condizione di essere mandato in pensione.

Al riguardo il recente caso del sig. Franco Ferro che nonostante gli venisse sempre negata la possibilità di poter ottenere il prepensionamento in quanto non aveva raggiunto i dieci anni di esposizione all’amianto, grazie all’interessamento dell’associazione AVANI, il Sig. Ferro eseguiva  una visita medica che attestava la presenza di asbestosi con placche pleuriche, tale malattia è riconosciuta dalla legge come malattia professionale e tale per cui è possibile richiedere ed ottenere il prepensionamento e così è stato appunto per il Sig. Ferro.

In altri casi ancora AVANI si è accorta che alcune persone avevano diritto di accedere al Fondo Vittime Amianto ma che tale possibilità veniva negata loro. Si tratta di persone che quali eredi di vittime dell’amianto hanno potuto ottenere i contributi del Fondo Vittime Amianto in particolare gli arretrati dal 2008 alle date di morte degli aventi diritto.
Come già detto, l’importanza dell’attività svolta sino ad oggi da AVANI è stata riconosciuta in più occasioni, quelle più importanti sono state:
-              Il 27 aprile del 2011 il Sommo Pontefice benedicendo tutte le vittime di amianto nel mondo, saluta ed incoraggia l’associazione AVANI di Portalbera e l’osservatorio nazionale amianto di Roma e le invita a proseguire l’attività di informazione a livello nazionale.
-              Il 20 luglio 2011 grazie all’attenzione ed alla sensibilità della senatrice Avv. Patrizia Bugnano il direttivo dell’AVANI viene udito presso Palazzo Giustiniani dalla Commissione delle Morti Bianche presieduta dall’onorevole Oreste Tofani il quale si impegna a far si che il territorio di Broni non passi inosservato ed infatti il 25 maggio invita il Presidente dell’associazione AVANI a presenziare alla giornata di Studi sugli infortuni e malattie professionale promossa dal Presidente del Senato Renato Schifani, in quell’occasione ha presenziato il presidente della Repubblica Giorgio  Napolitano.
-              Nel 2012 esattamente martedì 3 aprile il ministro Balduzzi è venuto a Broni, dove ha incontrato le istituzioni e le associazioni  impegnandosi  a seguire il nostro caso e a dare risposte al nostro territorio. La visita del ministro della salute ha portato conforto, ma anche la consapevolezza che ora anche Broni è al centro dell’attenzione come Casale Monferrato.

D-  Quali sono le prospettive nazionali della lotta all’amianto?
R- Riuscire a riunire ogni realtà del paese e far che si crei un unico movimento Nazionale lontano dai partiti e vicino a noi vittime. Noi vittime non dobbiamo essere tessere bancomat per legali senza scrupoli e nemmeno tessere di partito.

D- Parliamo di cifre. Dai vostri dati cosa emerge?
R- Un aumento di casi asbesto-correlati che possono rispecchiarsi nei dati emersi e segnalati del Piano Nazionale Amianto dell’ONA.

D- Onorare le vittime il 28 aprile è un dovere che deve attivare la popolazione per combattere questa piaga, spesso sconosciuta o sottovalutata. Qual è il vostro punto di vista in merito?
R- Certo continuare a sensibilizzare tutte le istituzioni a fare. Noi dal punto nostro ci rivolgiamo anche alla Chiesa, siamo stati i primi in Italia a far dire una messa commemorativa dedicata alle vittime dell’amianto per la prima volta il 30 Novembre 2008. Da quella data tutti gli anni ricordiamo nel nome di nostro Signore le Vittime dell’Amianto con una messa a loro suffragio in prossimità della giornata mondiale dedicata alle vittime dell’amianto a fine Aprile, ed una la si fa dire  a fine Novembre.
Siamo stati anche i primi al mondo a mettere sulle labbra di un Pontefice ,ed esattamente l’ormai emerito Papa  Benedetto XVI,la parola VITTIME DELL’AMIANTO il mercoledì 27 Aprile 2011 durante l’udienza settimanale del mercoledì. Il Sommo Pontefice per l’occasione ha benedetto tutte le vittime dell’amianto di tutto il mondo ed ha esordito sia ad A.V.A.N.I. che O.N.A a proseguire nelle loro attività d’informazione.
Importante è anche creare incontri informativi con la cittadinanza.

D-Come lo affrontate sul vostro territorio il problema dei costi per lo smaltimento?
R- Cerchiamo di coinvolgere la Regione Lombardia ad adottare politiche che vanno a sostegno di chi deve bonificare tetti o siti con presenza di amianto e quindi aggiungere agevolazioni a quelle già esistenti sul territorio Nazionale.
Cerchiamo anche di far nascere convenzioni  particolari tra, Comuni, ditte autorizzate alla rimozione dell’asbesto e ditte che istallano pannelli fotovoltaici, il tutto attraverso accordi presi con istituti bancari a tasso d’interesse agevolato.

D- L’amianto è un problema che unisce molte realtà. Come vedete la nascita della Piattaforma Guardia Nazionale Amianto, presentata dall’Osservatorio Nazionale Amianto?
R- E’ certamente uno strumento utile se condiviso ed usato con responsabilità da parte sia di chi segnala il problema e sia da chi si impegna ad affrontarlo.

D- Infine, la parola a voi per un appello alla Cittadinanza, Caudina e non, che vuole essere libera di respirare.
R- La parola LIBERI DI RESPIRARE è il nostro motto dalla fondazione dell’associazione avvenuta il 14 Novembre 2008.é giusto informare i giovani uomini e le giovani donne della pericolosità del KILLER silenzioso e spietato, perché l’amianto una particella così piccola e così pericolosa se la conosci la eviti.
Colgo l’occasione per porgere cordiali saluti. Silvio Mingrino Presidente.

Il Movimento Caudino No Amianto ringrazia il Presidente Silvio Mingrino e vi propone gli indirizzi utili per contattare e conoscere l’AVANI:

A.V.A.N.I.- C.F.93011300188-Sede Legale Via Ticino 16 – 27040 Portalbera (PV)
Presidenza tel. 335/8056074 POSTA ELETTRONICA : avani_presidente@hotmail.it
Vicepresidente tel 331/3823184 P.E.: avani_vicepresidente@hotmail.it
Segreteria tel.  3319476730-3348573422 P.E.: avani.segreteria@gmail.com
Posta certificata: avani@pec.it   sito: www.avani.it


mercoledì 30 aprile 2014

DECORO URBANO CAUDIUM/ VIDEO



Guarda la trasmissione 
DECORO URBANO CAUDIUM, L'AMBIENTALISMO DEL TERZO MILLENNIO.

Video Integrale
http://www.usertv.it/2014/04/28/diretta-streaming-decoro-urbano-caudium-lambientalismo-nel-terzo-millennio/

Video Sintesi
http://www.usertv.it/2014/04/29/decoro-urbano-caudium-lambientalismo-nel-terzo-millennio/

Il Movimento Caudino No Amianto ringrazia UserTv e tutti coloro che hanno aderito all'iniziativa e Vi invita a difendere la salute ed il territorio.

domenica 27 aprile 2014

DECORO URBANO CAUDIUM

LUNEDI, 28 APRILE 2014 ORE 21,30

VIDEO CONFERENZA IN DIRETTA

Parteciperanno: 
Valerio Criscuoli, Cmc321/MCNA
Francesco Casale, responsabile No Amianto Forum dei Giovani Cervinara
Nunzio Marcarelli, responsabile territoriale Movimento Caudino No Amianto
Beniamino Villanova, consigliere comunale San Martino Valle Caudina
Francesco Viola , delegato ambiente Comune Cervinara
Pietro Esposito, resp. Protezione Civile Cervinara
Domenico Nak mk Tirino, artista ideatore “In wall we trust” Airola
Ugo Esposito, medico del lavoro Coop.Maccacaro Montesarchio

martedì 15 aprile 2014

Aggiornamenti Decoro Urbano Caudium 15/4



Il Movimento Caudino No Amianto informa i cittadini Caudini sull'evolversi della situazione legata al lancio del Progetto Decoro Urbano Caudium tramite una lettera inviata direttamente ai Primi Cittadini.
Siamo al lavoro per allestire la Videoconferenza, che sarà trasmessa da UserTv e a breve confermeremo la scaletta degli interventi. Ricordiamo che in Valle Caudina l'unico comune attivo è Cervinara, che sotto la spinta di altre associazioni ambientaliste, ha aperto la strada a questa vera e propria rivoluzione dei rapporti tra il Popolo e le Istituzioni. 
Aspettiamo le risposte da tutti i comuni interpellati, ai quali abbiamo inviato la richiesta per l'attivazione di Decoro Urbano.

Ecco i primi sviluppi:

Montesarchio:
Il Movimento 5 Stelle ci ha contattato portando all'attenzione la loro proposta in merito: "Noi del MoVimento Cinque Stelle Montesarchio abbiamo protocollato la richiesta dal 6 Novembre 2013, ad oggi ancora nessuna risposta dal comune".
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San Martino Valle Caudina:
Beniamino Villanova consigliere comunale della lista civica "E' tempo di cambiare" sostiene l'iniziativa e si rivolge alle istituzioni locali: "Basta con le segnalazioni ai vigili o al dipendente di turno!Anche noi abitanti del Comune San Martino siamo a pieno titolo nell' era della democrazia digitale che fornisce una miriade di strumenti per abbattere le distanze chilometriche che si formano tra amministratori e cittadini, anche nei piccoli paesi.
Uno di questi è Decoro Urbano,un social network, un servizio 2.0 per una cittadinanza attiva, uno strumento gratuito per il cittadino che consente di inviare, tramite smartphone o sito, segnalazioni riguardanti situazioni di degrado urbano. Al contempo è uno strumento per l'Amministrazione Pubblica per monitorare il territorio e/o per comunicare al cittadino le opere d'intervento".
"CHIEDIAMO CON FORZA CHE LA NOSTRA AMMINISTRAZIONE ATTIVI AL PIU' PRESTO QUESTO SERVIZIO PERCHE' CREDIAMO che la partecipazione sia la forza motrice di ogni cambiamento, il modo migliore per consentire ad ogni idea innovativa di incidere positivamente sulla qualità della nostra vita.
Diamo fin da ora la nostra piena disponibilità per l' attivazione e il funzionamento del servizio nell'interesse di San Martino Valle Caudina". 
Al momento è possibile segnalare situazioni di degrado per le seguenti categorie:
- RIFIUTI (rifiuti a terra, discariche abusive, cassonetti colmi, televisori, lavatrici, biciclette, etc.)
- VANDALISMO / incuria (panchine rotte, graffiti)
- DISSESTO STRADALE (buche, marciapiedi inagibili, strisce pedonali logore)
- ZONE VERDI (aree verdi incolte, abbandonate, prive di irrigazioni)
- SEGNALETICA (segnaletica stradale danneggiata, non sufficiente o mancante)
- AFFISSIONI ABUSIVE (manifesti e cartelloni abusivi su muri e/o superfici con divieto d’affissione)
Ogni Comune che aderisce ha accesso ad un proprio pannello di amministrazione per il controllo delle segnalazioni effettuate sul territorio di propria pertinenza, per ogni segnalazione può quindi segnare lo stato come “IN ATTESA”, “IN CARICO” e “RISOLTA”.
Le segnalazioni possono essere inviate dal sito attraverso la procedura guidata o via smartphone, dove è sufficiente lanciare l’app e scattare una foto per far sì che il dispositivo vi associ automaticamente le coordinate GPS e visualizzi la segnalazione sulla mappa.
Da quel momento gli utenti possono commentarla, condividerla online o sottoscriverla (tasto DU IT!) accrescendone la visibilità.

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Il Movimento Caudino No Amianto INVITA  tutte le Istituzioni, i Forum dei Giovani attivi, le associazioni, i partiti, le liste civiche a sostenere l'iniziativa Decoro Urbano. 
La Valle Caudina potrà unirsi a difesa del Territorio e della Salute.

Per adesioni ed informazioni:

noamianto@libero.it

lunedì 14 aprile 2014

Decoro Urbano Caudium - Ecco le richieste Ufficiali.

Pubblichiamo le richieste inviate ai Sindaci della Valle Caudina.
Per ora ha aderito solo il Comune di Cervinara.
 Aspettiamo con fiducia le risposte positive delle altre amministrazioni. 
M.C.N.A
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 Questo l'allegato che illustra Decoro Urbano:

venerdì 11 aprile 2014

Progetto Decoro Urbano Caudium!




Progetto Decoro Urbano Caudium!


“Una mappatura dettagliata dell’amianto in Valle, soprattutto con l’aiuto dei più giovani”. Il Direttivo del Movimento Caudino No Amianto lancia il nuovo progetto intitolato Decoro Urbano Caudium, ossia un’azione ambientalista territoriale nata per coinvolgere le nuove generazioni e i Comuni a difesa della salute. “L’idea nasce all’inizio del 2014 dopo aver conosciuto l’applicazione Decoro Urbano, totalmente gratuita, che fino ad ora è stata approvata ed utilizzata solo dal Comune di Cervinara. Vogliamo allargare il fronte di questa nuova battaglia a tutta l’area della Valle Caudina -dichiara il Direttivo del No Amianto-  perché siamo convinti che questi nuovi mezzi di denuncia sociale possano essere preziosi per segnalare l’amianto e non solo”. Una rivoluzione 2.0 a difesa dell’ambiente che dovrà unire tutti i comuni caudini e parte dai più giovani. “Con una semplice foto si possono salvare molte vite umane – sostengono gli attivisti- e puntiamo al coinvolgimento a trecentosessanta gradi per superare le distanze tra popolo ed istituzioni, spesso imbrigliate dalla burocrazia e spiazzate dai tagli del Governo centrale. Con Decoro Urbano, invece, ci sarà totale trasparenza, visto che le immagini saranno pubbliche fino alla soluzione del caso”.  Il No Amianto parte da due foto emblematiche, già visibili in rete, scattate una a Cervinara e l’altra a Paolisi: “Abitazioni private e luoghi di lavoro, sono due aspetti della problematica estremamente delicati, perché spesso non si conosce la pericolosità dell’esposizione a questa fibra che provoca diverse forme di tumore alle vie respiratorie. I costi per lo smaltimento sono elevati, sia per i privati, sia per le casse comunali e solo con l’unità di tutta Caudium possiamo combattere questa piaga ed abbattere gli oneri per l’isolamento e lo smaltimento dell'eternit. 
Il 28 aprile, giornata mondiale in ricordo delle vittime dell’amianto, allestiremo una video conferenza insieme al dottor Ugo Esposito, medico del lavoro e dirigente nazionale dei Verdi - chiude la nota il Direttivo-  per illustrare il Progetto Decoro Urbano Caudino, alle amministrazioni comunali e ai giovani cittadini. Inoltre, ripercorreremo le tappe di questa tragedia silenziosa che colpisce ogni angolo d'Italia. Un corso di formazione diretto, non i soliti convegni che spesso sono solo fine a se stessi”. 

Il direttivo M.C.N.A.


venerdì 4 aprile 2014

DISASTRO AMIANTO!


Disastro amianto, in Campania quattro milioni di tonnellate da rimuovere

In regione ci sono oltre 4 milioni di tonnellate di materiali che contengono amianto da rimuovere e centinaia di nuovi casi di malattie correlate ogni anno. Ma il picco deve ancora arrivare. Intanto, il registro mesoteliomi è fermo e il piano nazionale non è mai partito. La denuncia dell'Osservatorio Nazionale amianto: "Pericoloso sottovalutare questo problema"

Quattro milioni e trecentomila tonnellate. Un numero impressionante: parliamo di amianto, e della “morte bianca” che in Italia miete 5mila vittime ogni anno.  In Campania c’è una bomba a orologeria: più di quattro milioni di tonnellate di materiali che contengono questo letale minerale sono ancora intorno a noi. Case, scuole, ospedali. E poi ci sono diverse centinaia di tonnellate di amianto “friabile”. Difficile quantificare quanto di queste fibre finisca nei nostri polmoni, perché gli sversamenti abusivi sono continui e le bonifiche mai partite sono troppe. Nel 2012 sono stati 405 i nuovi casi di malattie correlate all’amianto tra i lavoratori del settore privato, e sempre nel 2012 sono stati diagnosticati circa 100 nuovi casi di mesotelioma, il terribile tumore dei polmoni correlato all’asbesto.

I numeri li snocciola l’Osservatorio Nazionale Amianto, che  domani, a partire dalle 10 del mattino, terrà a Napoli un convegno, organizzato presso l’istituto alberghiero di Ottaviano, nel quale saranno illustrate le drammatiche condizioni nelle quali versa la Regione Campania, con esperti e magistrati, e presenterà in quell’occasione il piano regionale amianto per la Campania.  ”Mentre il Governo Renzi proclama di voler rivisitare e di voler attuare il piano amianto del Governo Monti che però le Regioni hanno già bocciato, e che è assolutamente inadeguato, si continua a morire in Campania come nel resto d’Italia – attacca l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio –  con un incremento della mortalità non solo per le patologie correlate all’amianto, ma anche per altre patologie tumorali, rispetto alle quali l’amianto è un agente quantomeno concausale, che comunque facilita l’insorgenza di ogni altra patologia tumorale”.

LE ETERNIT CAMPANE
Eternit e Italsider di Bagnoli, Sacelit di Volla, Tecnotubi di Torre Annunziata, ex Sofer di Pozzuoli, l’Avis di Castellammare, la Firema di Caserta, l’ex Iscochimica di Avellino, la Fincantieri di Castellammare di Stabia. Sono solo alcune delle fabbriche interessate dal fenomeno amianto. Poi ci sono gli sversamenti abusivi, “spesso in mano alla criminalità, anche organizzata”, ricorda Bonanni, in discarica ma anche nei centri abitati.

IL PROCESSO ETERNIT: L’AMIANTO E’ ANCORA DISASTRO
Clamoroso, poi, il caso dell’Eternit di Bagnoli: nel 2012 una inchiesta di Fanpage.it  con l’Osservatorio Nazionale Amianto ha squarciato il velo sul disastro ambientale, ancora presente. In queste immagini si vede amianto ovunque: nella fabbrica dismessa, nelle strade adiacenti, sull’asfalto, in sacconi mal conservati all’aperto. E poi le storie delle famiglie che in quei territori hanno perso i loro cari. Alcuni vi lavoravano, altri semplicemente abitavano lì. Queste immagini sono poi finite tra le mani del pm Raffaele Guariniello. Sulla base delle nuove prove, la Corte di Appello di Torino ha accolto il ricorso del procuratore e della difesa delle vittime e il 3 giugno dell’anno scorso ha condannato Stephan Schmidheiny anche per i casi dei decessi tra i lavoratori di Bagnoli: “La pena è stata portata da 16 a 18 anni proprio per questo”, precisa l’avvocato Bonanni.


IL PICCO ARRIVERA’ NEL 2020 
Il Registro Mesoteliomi è fermo al 2008 e ciò “non aiuta a prendere atto della drammaticità dei problemi legati all’amianto”. E l’incidenza è destinata ad aumentare. Secondo le stime, “presumibilmente intorno al 2020 e fino al 2030, sia per i mesoteliomi che per altri tumori polmonari e patologie come l’asbestosi legate all’amianto, ci sarà un picco di morti”. Questo è dovuto al lungo periodo di latenza, anche 40-45 anni, tra l’esposizione all’amianto e il momento nel quale si manifesta la malattia. A questo si aggiunge che, nonostante una legge del 1992 abbia vietato finalmente l’utilizzo del letale composto in Italia, in molti casi le bonifiche non sono state effettuate e la popolazione resta esposta all’amianto.

LE SCUOLE  ALL’AMIANTO
Esiste, poi,  ancora tanto amianto in edilizia. Un esempio? Gli istituti scolastici: “Il premier Matteo Renzi – sottolinea il presidente dell’Osservatorio –   sembra non voler affrontare il problema: quando ha fatto riferimento alle ristrutturazioni delle scuole, ha sorvolato sull’amianto”. Che, però, resta un problema pressante: “Abbiamo calcolato – spiega Bonanni – che in Italia ci sono 2.400 scuole con amianto, che non potrebbero essere ristrutturate senza prima essere bonificate, perché le fibre di amianto si disperderebbero nell’aria”.


IL PIANO NAZIONALE? UN BLUFF
Esiste un “Piano nazionale amianto” approvato dal Governo Monti nel 2013, che però non è mai entrato in vigore perché la Conferenza Stato-Regioni non gli ha dato il via libera. Il problema, come spesso accade, sono le coperture finanziarie. “Il piano nazionale amianto del governo Monti non è condivisibile – spiega l’avvocato Ezio Bonanni –  non dice la verità sulle dimensioni del problema dal punto di vista epidemiologico, si riferisce unicamente a circa mille decessi l’anno per il mesotelioma pleurico ma non parla di tutte le altre patologie legate all’amianto. Noi, invece, vorremmo partire dai territori con piani regionali: bisogna dare priorità alle bonifiche, che potrebbero essere attuate con una organizzazione meno verticistica, senza programmi calati dall’alto, utilizzando al meglio le risorse. Un esempio: utilizzare i fondi strutturali europei e la leva fiscale per consentire la detrazione delle spese nel rinnovamento degli impianti”.

domenica 9 marzo 2014

10 REGOLE PER COMBATTERE L'AMIANTO!


InformAZIONE & FormAZIONE/ Pubblichiamo un decalogo per la lotta all'amianto, ispirato dagli amici di Amianto Killer. Dieci punti che possono valere migliaia di vite.

1- L’amianto è un minerale fibroso che se inalato può causare  tumori polmonari e della pleura. Se il minerale è in matrice compatta, ossia in buono stato di conservazione, non comporta alcun rischio. Viceversa se è sbriciolato o degradato le fibre libere che sprigiona possono essere inalate e trasformarsi in un grave problema per la salute.

2- Non rimuovere mai lastre di Eternit o, peggio, non frantumarle per poterle facilmente trasportare. Questa operazione comporterà la liberazione di innumerevoli fibre libere che, qualora inalate,  possono determinare  l’insorgenza di tumori polmonari o pleurici.

3- Nelle giornate ventose evitare di stazionare vicino a discariche dove è presente amianto.

4- Il pericolo principale non è il fibrocemento, ma le maledette fibre libere, che diventano letali quando l’amianto viene logorato dagli agenti atmosferici e dall’usura del tempo.

5- Formiamo i bambini sul pericolo amianto. Raccomandiamo loro di non giocare mai in aree dove è presente questo materiale.

6- Purtroppo c’è speculazione e disinformazione sulla rimozione. Tanta gente, presa dal panico, smaltisce l’amianto senza pensare alle conseguenze per se stessi e per i propri familiari. Lo smaltimento non autorizzato è reato penale, finalmente.

7- Se noti lastre di amianto o altro materiale del genere informa il MOVIMENTO CAUDINO NO AMIANTO, che si occuperà della segnalazione agli organi competenti, ossia le Amministrazioni  Comunali, le ASL e le Forze dell’Ordine.

8- Se lavori nell’edilizia difenditi sempre con le idonee maschere protettive. Ricorda che oltre al tumore si può contrarre la silicosi, causata dalle varie polveri chimiche respirate sul lavoro.

9- Se ti rendi conto di aver respirato fibre libere di amianto,  informa il tuo medico al fine di valutare un protocollo di monitoraggio periodico per diagnosticare per tempo l’insorgenza di un’eventuale neoplasia.


10- Ricorda che inquinare l’ambiente è un REATO PENALE. Non consentire agli altri di inquinare l’aria che respiri.  Segnala alle autorità competenti i trasgressori della legge, che sono ASSASSINI dell’ambiente e della salute della TUA Comunità.

Movimento Caudino No Amianto


lunedì 3 marzo 2014

VALANGA DI AMIANTO!


Riportiamo una notizia agghiacciante. Ogni commento è superfluo. 

Afragola, valanga di amianto rimossa dai campi coltivati

Il comune ha effettuato 50 interventi di rimozione della fibra killer dalle Cinquevie. Lastre di eternit rimosse dai tetti degli edifici e abbandonate da mani criminali nei campi coltivati, tra gli abitati di Acerra, Casalnuovo e Afragola.

Le foto sono di quelle impietose e la dicono tutta su come stiano avvenendo le bonifiche nella Terra dei Fuochi, in particolare su come vengano effettuate nell’hinterland napoletano le operazioni di rimozione dell’eternit dai tetti degli edifici.

Il risultato è che i soliti criminali stanno trasformando in un’enorme discarica di amianto l’area compresa tra i centri abitati di Acerra, Casalnuovo e Afragola, l’ormai famigerata zona denominata “Cinquevie”. Le immagini parlano da sole: lastre di eternit appoggiate sul bordo dei sentieri interpoderali, in mezzo ai campi intensamente coltivati a ortaggi, sacchi zeppi di amianto e di altri rifiuti speciali messi in fila al centro di quella che è tuttora uno degli appezzamenti più fertili della provincia di Napoli.


La località Cinquevie è una zona che d’estate fuma, che diventa una sorta di inceneritore abusivo a cielo aperto. Un’area che adesso più che mai l’ecomafia ha scelto come deposito dell’amianto. Ammontano a ben 50 gli interventi di rimozione della fibra dell’asbesto killer messi a segno nelle ultime ore dal comune di Afragola, retto dal sindaco Domenico Tuccillo. Comune che ha la competenza territoriale sulla gran parte delle Cinquevie.


“Abbiamo ereditato una situazione difficile – commenta nel frattempo l’assessore all’ambiente, Salvatore Iavarone – ma ora stiamo facendo di tutto per cambiare le cose. Molto ancora deve essere fatto, ma sono certo che stiamo tracciando una strada con obiettivi chiari per cui chiediamo la collaborazione dei cittadini nel corretto smaltimento dei rifiuti speciali. E per risolvere definitivamente il problema ci stiamo attivando con un progetto dal titolo “eternit free”, che prevede il censimento dell’amianto esistente su aree private in città.

lunedì 17 febbraio 2014

MALAPOLVERE A TEATRO!


In scena la Malapolvere: il caso Eternit dal Monferrato a Ferrara

Quando il paese civile esiste, anche se a volte è difficile farlo vedere
di Francesca Mascellani 

C’era amianto dappertutto, come una neve cenerina: se si lasciava per qualche ora un libro su di un tavolo, e poi lo si toglieva, se ne trovava il profilo in negativo; i tetti erano coperti da uno spesso strato di polverino, che nei giorni di pioggia si imbeveva come una spugna, e ad un tratto franava violentemente a terra”

scriveva Primo Levi nel 1975 in Nichel uno dei 21 racconti del “Sistema Periodico”, ognuno dei quali porta il nome di un elemento della tavola periodica.

Nell’amiantifera di Balangero, dove è ambientato il racconto, lo scrittore vi aveva lavorato nel novembre del 1941, appena dopo aver conseguito la laurea in chimica. E poco più di un decennio dopo anche Italo Calvino, in circostanze diverse, vi lavorò, come redattore inviato dell’Unità e scrisse:

“All’ora in cui monta un nuovo turno, gli operai vengono su dai sentieri del bosco, quelli di Balangero, quelli di Coassolo, quelli di Corio, con la loro aria di montagnini, con le giacche di fustagno, gli scarponi, i berretti col passamontagna. E paiono cacciatori che vadano per lepri; o soltanto per funghi, visto che non hanno il fucile. Ma non ce n’è di lepri nel bosco, non crescono funghi nella terra rossa dei ricci di castagno, non cresce frumento nei duri campi dei paesi intorno, c’è solo il grigio polverone d’asbesto della cava che dove arriva brucia, foglie e polmoni, c’è la cava, l’unica così in Europa, la loro vita e la loro morte.” (Reportage “La fabbrica nella montagna”)

Ed è proprio a partire dall’amiantifera di Balangero (Torino), la più grande cava di amianto in Europa e una tra le prime nel mondo, che si dipana nell’arco di più di cento anni, una delle storie simbolo della nostra contemporaneità; veleni in cambio di ricchezza e progresso, sforzi e fatiche al limite dell’umano in cambio di compensi accettabili, fino a scambiare “malattia” in cambio di “benessere”.

Ma anche rabbia, amore e speranza, da cui si scatena con forza l’antidoto all’indifferenza, alla menzogna e, speriamo un giorno, anche alla malattia. A Casale Monferrato piccolo e bel comune tra le colline e il Po, nella provincia alessandrina, la polvere è stata la testimonianza dell’andare del tempo. Passando dalla polvere di gesso, alla polvere del cemento per arrivare all’amianto, la malapolvere della multinazionale Eternit, che proprio da Balangero veniva estratto.

Abbiamo incontrato Laura Curino, attrice di teatro, regista e drammaturga, da sempre impegnata nel teatro civile, civico e di denuncia. In Malapolvere (tratto dall’omonimo libro della giornalista Silvana Mossano e scritto dall’attrice, insieme a Lucio Diana, Alessandro Bigatti ed Elisa Zanino), in scena al Teatro De Micheli di Copparo, ci racconta, con un tocco poetico, a tratti comico, una delle più grandi tragedie ambientali e umane dei nostri tempi.

Perchè “la tragedia mica la sai prima che accada!”. Già, perché mica lo sapevano i cittadini di Casale, così come i cittadini di Bagnoli, di Cavagnolo, di Rubiera, di Roma, di Mongrassano Scalo, di Broni, di Bologna, Cuneo, Prati di Caprara, Praia a Mare e tanti altri. Mica lo sapevano che una polvere così sottile, 1300 volte più di un capello, ai nostri occhi così invisibile, li avrebbe uccisi. Si insinua ovunque. Il vento la trasporta fino a 27 km di distanza, galleggia sull’acqua del Po, scorre nei rigagnoli di pioggia.

I vertici dell’azienda invece si che lo sapevano. Sapevano i danni che provocava, sapevano che era mortale. Non solo per i lavoratori direttamente esposti ma per tutti i cittadini di Casale, come di Bagnoli, Cavagnolo e Rubiera. E sapevano che la malattia insorge indipendentemente dalla dose di esposizione, anche di una sola volta!

Nel libro Mala Polvere 1800 ci sono le storie di persone che si sono ammalate di asbestosi, mesotelioma, carcinomi  polmonari e altri tumori, a Casale a causa di questa polvere. Sarebbe stato difficile, quasi impossibile sceglierne qualcuna da rappresentare a teatro, si sarebbe persa l’obiettività. Era necessario guardare le cose in prospettiva per non perdere le speranze. Un lavoro duro, mesi, forse anni, quello di Laura, che ha portato sul palcoscenico uno spettacolo in cui sono le cose che parlano, non le persone. La torre, la piazza, il castello, l’acqua in tutte le sue forme. E’ attraverso di loro che vengono raccontate le storie della gente di Casale.
  
Ma qualche nome va fatto. Romana Blasotti Pavesi, è’ la presidente dell’Associazione Familiari Vittime dell’Amianto (Afeva). 82 anni, in buona parte spesi a battersi per ottenere giustizia per le vittime dell’Eternit. Ormai simbolo della lotta all’amianto nel mondo, nel 2013 ha ricevuto una delle 15 medaglie d’oro  “Al merito della sanità pubblica”. La sua stessa esistenza è stata costellata da lutti (cinque familiari uccisi dall’amianto). Laura ama definirla “una nonna a forma di nonna”, la nonna di tutti.

Bruno Pesce, e Nicola Pondrano, sindacalisti e tra i promotori storici della lotta all’amianto, l’uno responsabile dell’Afeva, l’altro  oggi presidente del Fondo nazionale vittime dell’amianto. E’ grazie anche a loro, alla dedizione delle famiglie, alla volontà di una intera città, se oggi possiamo raccontare una storia d’amore e di speranza, che ha portato alla chiusura della fabbrica nel 1986, alla messa al bando dell’amianto nel 1992, all’iscrizione nel 1994 dell’asbestosi e dei mesoteliomi come “malattie professionali”, alla creazione di un fondo per le vittime, al maggior processo penale che si sia mai celebrato per un disastro ambientale provocato da un luogo produttivo.

Era proprio oggi di due anni fa, il 13 febbraio 2012, quando una sentenza del Tribunale di Torino ha condannato in primo grado i proprietari dell’azienda Eternit, l’88enne barone belga Jean-Louis Marie Ghislain de Cartier de Marchienne e Stephan Schmidheiny, quarta generazione di una delle più importanti dinastie industriali svizzere. E’ impressionante e assolutamente impertinente il suo curriculum: capo-consulente dal 1990 per gli affari e l’industria presso la Segreteria Generale della Conferenza ONU per l’Ambiente e lo Sviluppo (UNCED), consigliere di Bill Clinton, e fondatore della Fondazione AVINA per lo “sviluppo sostenibile” in America Latina,  ideatore della Swatch.

Condannati a 16 anni di reclusione (poi portati con una successiva sentenza a 18 anni) per “disastro ambientale doloso permanente” e per “omissione volontaria di cautele antinfortunistiche”, e obbligati al risarcimento di circa 3000 parti civili oltre al pagamento delle spese giudiziarie.

Il caso Eternit è il primo al mondo in cui i vertici aziendali vengono condannati, costituendo un precedente importante che potrebbe dare il via a decine di processi in tutta Europa. In Italia, una legge del 1992 (la  n. 257 del 27 marzo) ha vietato la produzione, l’importazione, il commercio e l’utilizzazione di materiali contenenti amianto a causa delle proprietà patogene legate alla dispersione di fibre nell’aria. Per le sue straordinarie proprietà è stato utilizzato nell’edilizia per oltre 3mila manufatti, per piccoli elettrodomestici, tessili, per i pannelli di cemento-amianto (Eternit), per la coibentazione di tetti, fabbriche, navi e treni, per rivestire tubi, caldaie, turbine.  Negli anni ’50 la Philip Morris lo metteva nei filtri di sigarette.

Sono 55 i paesi dai quali l’amianto è stato bandito, ma in 39 ancora si produce e si utilizza (Cina, Canada  e molti altri, e negli slums delle grandi metropoli del Sud del Mondo è uno dei materiali più utilizzati).

In Italia oggi l’amianto è ancora molto presente, soprattutto nell’edilizia pubblica e privata. “Molto è stato fatto, ma non a sufficienza” ci dice l’assessore all’ambiente del Comune di Ferrara Rosella Zadro. Quella dell’amianto è una tragedia ancora in corso. Stando alle stime, la punta massima delle vittime sarà raggiunta solo tra il 2018 e il 2020, quando le conseguenze dell’esposizione da amianto esploderanno in tutta la loro tragicità.

A Ferrara, il Comune è intervenuto in modo massiccio, sugli edifici di proprietà (ottenendo la certificazione ambientale ISO 14001), ma anche scegliendo di impegnarsi in modo sistematico assieme al polo chimico per la bonifica di tutti i magazzini e ancora per la rimozione di tutti i manufatti all’interno del conservatorio. Il territorio di Ferrara sta rispondendo in maniera molto attiva e partecipata, ma ciascuno di noi può fare molto di più. Può adoperarsi in prima persona.

Al 2012 a Ferrara rimanevano ancora 60 siti da bonificare, ma le criticità più grandi sono quelle legate agli abbandoni da parte delle aziende specializzate per la rimozione, alla necessità di un monitoraggio continuo, alle calamità (basti pensare al recente terremoto) e intemperie che ci mostrano quanto sia importante rimuovere non solo “l’obbligatorio” ma anche tutti i manufatti che per ora non sono dannosi perché non sfibrati.


“Ho voluto raccontare le storie di persone che cercano nella giustizia, nella scienza, e anche nella gioia, gli antidoti alle male polveri delle coscienze” dice Laura Curino. E’ un invito a rimanere svegli e attenti, perché non ci sono profitti, non ci sono soldi, che possano giustificare stragi di questo tipo. Perché le battaglie vanno affrontate, con lo spirito mai spento. Perché questa storia ci insegna che gli uomini possono scegliere, e se è vero che oggi non possiamo occuparci di tutto, perlomeno possiamo non abbassare la guardia e offrire il nostro sostegno a chi se ne occupa.

domenica 2 febbraio 2014

Intervista al Dott.Ugo Esposito




Nuova segnalazione fotografica di lastre d’amianto abusivamente abbandonato in Valle, precisamente tra il Comune di Moiano e Sant’Agata dei Goti. Il Movimento Caudino No Amianto ha raccolto la denuncia del dott.Ugo Esposito, un veterano della lotta ambientalista e sociale, da anni impegnato in Campania.

D- Dott. Esposito, lei che è un medico del lavoro, con una lunga militanza alle spalle, come vede il problema amianto, visto che da tempo non muoiono solo gli operai come nel caso dell’Isochimica di Avellino, ma anche i cittadini comuni?
R- Trent’anni fa sono stato ad Avellino alla Isochimica e mi parve strano che gli operai non sapessero che cosa fosse l'amianto. Oggi purtroppo lo sanno. Ho conosciuto gli operai di S.Maria la Bruna, che si trova sulla linea ferroviaria Napoli-Battipaglia e serve l'omonima frazione che fa parte del comune di Torre del Greco. Loro sfasciavano carrozze, le stesse che poi furono dirottate ad Avellino. All'inizio sembrava causasse solo tumori tiroidei e alla faringe. Poi l'asbestosi è apparsa in tutta la sua sindrome con tumori mesoteliali alla pleura, al peritoneo e spesso anche nelle sierose dell'apparato sessuale.
D-Tra Moiano e Sant'Agata dei Goti avete ritrovato delle lastre d'amianto. Come è la situazione ora e a chi avete segnalato l'eternit abbandonato?
R- Non è cambiato nulla e da mesi è ancora lì, precisamente sulla Strada Provinciale per Frasso Telesino, tratto Moiano - S.Agata dei Goti, proprio all’inizio cantiere della fondovalle del fiume Isclero. Il Sannio quotidiano a Natale ha pubblicato una pagina sul caso. Domenica prossima possiamo ripetere il flash mob. Le denunzie articolate le faremo collettivamente a fine febbraio. Stiamo preparando una manifestazione per Carnevale. Faremo un “Carnevale sociale” denunziando allegoricamente gli scempi all'ambiente e al territorio.
D- Quali prospettive ci sono in Valle Caudina sul fronte ambientalista. Resterà una chimera l'unione dei volontari caudini?
R- No, non è una chimera, se al  centro si mette la salvaguardia della vita umana e il rispetto dell'ambiente. Non sono contro le innovazioni, ma esse devono integrarsi nell'ambiente e non distruggerlo. Noi ci stiamo muovendo sia come Verdi che come Acli ed abbiamo sensibilizzato gli studenti del Liceo di Montesarchio, come facemmo nel 2010 per il centro medico di Primo Soccorso. Scenderemo in piazza tutti vestiti da ammalati.
D- Ultima domanda, cosa consiglia alle nuove generazioni che vogliono difendere la propria Terra?

R- Intanto consiglio di studiare ogni fenomeno legato al problema. Vi invito a partecipare ogni lunedì di febbraio alle 19 presso largo Pennino a Montesarchio. Per informazioni contattateci al seguente numero: 3358071273.

venerdì 24 gennaio 2014

Tumore da amianto, si muore ancora e si prevede un aumento di casi


INFORMAZIONE DIRETTA!


Mutti (Osservatorio Amianto): “Era la malattia degli operai, ora riguarda anche gli insegnanti”
Per il mesotelioma la ricerca punta su prevenzione e immunoterapia

Roma - Esistono ancora oggi operai delle acciaierie o delle industrie siderurgiche che sono a contatto quotidiano con le fibre di amianto: i casi più noti, come quello dell’Ilva di Taranto balzato agli onori della cronaca negli ultimi mesi. Ma ci sono anche i comuni cittadini, esposti inconsapevolmente all’inquinamento ambientale o alle emissioni da edifici – generalmente pubblici – i cui materiali di costruzione contengono l’amianto. Non da ultima una raccolta dati di Legambiente, per stabilire la sicurezza delle scuole: risultate troppo vecchie e fatiscenti in molte città, in alcune persiste ancora il rischio amianto.



E’ ormai noto che le fibre d’amianto, penetrando nei polmoni perché volatili, abbiano un’azione cancerogena sul rivestimento della cavità toracica (il mesotelio), sfociando in mesotelioma pleurico.

Gli strumenti per rilevare il ‘pericolo’ di amianto in un ambiente ci sono e, di conseguenza, anche la possibilità di tutelare la salute di cittadini e lavoratori. Mancano, invece, terapie efficaci e, ad oggi, il mesotelioma risulta ancora incurabile. Ne parliamo con Luciano Mutti, che coordina il Dipartimento Ricerca e Cura del Mesotelioma dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Nel nostro Paese oggi si registrano 1.200 casi all’anno, quali le previsioni per il futuro?

Negli ultimi anni si è verificato un lieve e costante incremento nel numero dei casi. Anche se l’accuratezza diagnostica non è ancora ottimale, i medici sono più informati e hanno imparato a riconoscere la malattia, migliorando quindi l’approccio diagnostico. Secondo le previsioni epidemiologiche, il numero dei casi aumenterà nel prossimo decennio. Purtroppo l’incidenza coincide ancora con la mortalità a causa della prognosi infausta associata alla neoplasia.

Come ci si ammala? È necessaria un’esposizione cronica all’amianto?

Non esiste una ‘dose killer’, come erroneamente è stato riportato in alcune cause legali per l’asbestosi. In realtà, il fattore di rischio è una dose cumulativa di esposizione. Ma nessuno è in grado di stabilire né quale sia il limite massimo tollerato dall’organismo prima che si inneschi una proliferazione cellulare tumorale, né il tempo espositivo che in grado di aumentare la probabilità di ammalarsi. Esistono casi di tumore ricondotti a un’esposizione all’amianto molto breve, difficile stabilire dei parametri perché sono molto variabili a livello individuale.

Vale sia per l’esposizione diretta che per quella ambientale?

Sì, ma nel caso dell’esposizione ambientale è provato che siano necessari tempi più lunghi.

Quali sono le categorie più a rischio?

Qualche decennio fa si vedevano molti casi tra i chi lavorava nelle fabbriche di amianto. Oggi invece il mesotelioma è più diffuso tra chi svolge lavori manuali come elettricisti, meccanici, muratori. Si registra un’incidenza significativa anche tra bidelli e insegnanti: questo a causa della presenza di amianto in alcuni edifici pubblici di costruzione datata, coibentati con l’asbesto.

Si può capire se un ambiente è inquinato dall’amianto?

Esiste la possibilità di fare prelievi ambientali per valutare l’inquinamento di fibre aeree in ambienti presumibilmente esposti a questo rischio, come in alcune fabbriche o nelle aree limitrofe. Non è possibile, invece, valutare se le fibre di amianto si sono depositate nel tessuto polmonare delle persone esposte a questo rischio e se indurranno modificazione tumorale.

Alcuni individui sono più ‘predisposti’ di altri a sviluppare mesotelioma?

Dal punto di vista genetico esistono profili di suscettibilità che rendono alcune persone più a rischio di manifestare la neoplasia rispetto ad altre, a parità di esposizione all’amianto. Si stanno studiando  queste mutazioni e si sta cercando di individuare quali siano i geni ‘driver’, ovvero quelli che spingono le cellule del mesotelio a trasformarsi in cellule tumorali.

Ad oggi non esiste terapia efficace per il mesotelioma: quali le prospettive per il futuro?

Il mesotelioma è un tumore particolare, caratterizzato da una proliferazione molto lenta: per questo ha un tempo di latenza tra i 20 e i 50 anni. Il metabolismo rallentato delle cellule tumorali le fa diventare resistenti alle cosiddette target therapy, ovvero i farmaci che hanno dimostrato maggiore efficacia negli ultimi anni per altre forme di cancro. Recentemente la ricerca ha ottenuto risultati incoraggianti dall’immunoterapia, che sfrutta la capacità del mesotelioma di indurre una risposta immunitaria. Un’altra chiave è nel metabolismo e nel microambiente del mesotelioma, per bloccare la crescita delle cellule tumorali dall’interno facendo leva sulle molecole energetiche utilizzate come il glucosio: sono già in corso studi in questa direzione, di prossima pubblicazione.

Il mesotelioma si manifesta dopo molti anni, è possibile fare diagnosi precoce?


No, siamo ancora lontani da una diagnosi precoce. Sono state studiati alcuni marker molecolari, come la fibulina ma non siamo ancora in grado di fare una diagnosi precoce su marcatori ematici. Pochi i dati sulla tac a bassa intensità, che potrebbe invece dare utili informazioni sui pazienti: servirebbe uno studio di popolazione ad hoc ma data la bassa incidenza della malattia non è ancora stato possibile farlo.

tratto da: 

domenica 19 gennaio 2014

CIAO, CARO MICHELE!



Il Movimento Caudino No Amianto si stringe al dolore della famiglia.

Michele Liguori, il vigile che per oltre vent’anni aveva combatutto contro quelli che avevano inquinato e distrutto la sua terra, si è spento dopo una lotta contro il cancro. Aveva messo su, nel 2002, il Nucleo Ambientale di Polizia Municipale. Siccome non c’erano fondi ed era solo spesso si portava con sé la moglie o il figlio per aiutarlo a trovare i trafficanti di rifiuti tossici nella Terra dei Fuochi. A maggio scopre di avere un cancro al fegato causato dalla diossina e in meno di un anno si è spento.

“È come don Peppe Diana, un eroe. Nel suo sangue c’erano alte percentuali di Pcb, la stessa sostanza che è presente nei regi lagni e che ha avvelenato le greggi ad Acerra”. Sono queste le parole con cui il tossicologo Antonio Marfella saluta dalla colonne del suo blog il tenente. Liguori era stato anche protagonista del docu-film “Biutiful cauntri”. Messaggi di cordoglio da ogni parte d’Italia.


“In questo momento l’unica cosa utile che possiamo fare per Michele è portare rispetto alla sua famiglia, che ha subito questo grave lutto. Per le considerazioni ci sarà tempo” queste le parole di cordoglio del sindaco di Acerra in provinca di Napoli Raffaele Lettieri: “Ho parlato con lui la scorsa settimana – ha aggiunto commosso Lettieri – era in auto nei pressi del comune. Mi gli sono avvicinato e gli ho chiesto come stava. Ma lui, con la forza che l’ha sempre contraddistinto, mi ha raccomandato di chiamarlo se ci fosse stato bisogno di lui. La voglia di lavorare non l’aveva abbandonato”.


martedì 10 dicembre 2013

CERVELLI ITALIANI A DIFESA DELL'AMBIENTE!


Eternit e amianto: verso uno smaltimento sicuro grazie alla ricerca ltaliana

L’Eternit (o cemento amianto) è il tristemente famoso materiale per l’edilizia costituito all’85% da cemento e al 15% da fibre di amianto a partire dall’inizio del 900. L’Italia è stata il cuore della produzione perché a Balangero, vicino a Torino esiste la cava più grande d’Europa di asbesto. Inizialmente molto apprezzato per la sua spiccata resistenza, è stato messo al bando nel nostro Paese nel 1992, quando si è scoperta la sua pericolosità: l’asbesto rilascia infatti delle impurezze di ferro che depositandosi negli alveoli polmonari per lunghi periodi danno vita a un’infiammazione prolungata che causa il mesotelioma pleurico e altri carcinomi polmonari.

Per questo bisogna evitare di stare nelle vicinanze dell’amianto in ogni modo, anche se l’amianto esiste in natura, ad esempio all’interno di pietre come le ofioliti, che levigate non sono dannose, ma pure lo contengono.

Mai provare a rimuovere da soli un materiale che potrebbe contenere amianto. Sul sito del Ministero della Salute si trova un elenco di laboratori autorizzati alle analisi. Dopo aver prelevato un campione con molta attenzione, per una cifra modica si ottiene il responso – se il materiale contiene o meno amianto. Sullo stesso sito del Ministero si trova anche un elenco di aziende autorizzate alla rimozione e allo smaltimento.

L’amianto rimosso finisce però in discarica oppure viene esportato all’estero (per via dei costi minori). Resta comunque un prodotto pericoloso e un problema per i posteri, poiché la discarica può si deteriorarsi e dare infiltrazioni.

Ci sono però buone notizie: il laboratorio dell’Università di Bologna guidato dal prof. Norberto Roveri, studia l’Eternit da circa 15 anni e ha messo a punto un metodo per scomporlo nei suoi componenti. Ha infatti brevettato un sistema relativamente semplice per trasformare l’Eternit polverizzato in qualcosa di non nocivo. Il processo è relativamente semplice: il cemento amianto viene frantumato in immersione in modo da non emettere fibre e combinato con siero di latte esausto, un rifiuto inquinante proveniente dai caseifici. La reazione chimica produce CO2 che scioglie il cemento frantumato e libera le fibre di asbesto, che restano sul fondo.

Queste fibre inserite in un reattore possono diventare un fertilizzante (che non contiene fibre e non è dannoso) e un liquido ricco di metalli, soprattutto magnesio, perfettamente utilizzabile. Inoltre si può produrre un tipo di idropittura e carbonato di calcio per l’edilizia. Nulla di quanto estratto da questi due rifiuti è nocivo.


In laboratori i risultati sono stati ampiamente confermati. Sono già partiti impianti pilota elaborano 5 tonnellate di amianto al giorno. Se i test del Ministero della Salute daranno conferma della bontà dell’operazione, in futuro non sarà più necessario immettere amianto in discarica, ma addirittura andare a ripescare il vecchio amianto nelle discariche per eliminarlo per sempre. Questo perfettamente in accordo con le direttive dell’UE che propongono di arrivare al 2020 senza più discariche né inceneritori, in quanto tutti i rifiuti saranno utilizzati per ricavarne i componenti.



TRATTO da: http://www.soloecologia.it/09122013/eternit-amianto-verso-uno-smaltimento-sicuro-grazie-alla-ricerca-italiana/6521?fb_action_ids=10201448208830646&fb_action_types=og.likes&fb_ref=.Uqc0LX6q3-A.like&fb_source=other_multiline&action_object_map=%5B226445194199915%5D&action_type_map=%5B%22og.likes%22%5D&action_ref_map=%5B%22.Uqc0LX6q3-A.like%22%5D

lunedì 9 dicembre 2013

Tumori infantili nella Terra dei Fuochi


Tumori infantili nella Terra dei Fuochi, ecco i dati di Gaetano Rivezzi: record a Caserta
Sono 13.000 i casi registrati a Caserta nel periodo 2009-2011. Il pediatra: "Il mondo sanitario ha dormito su questo problema". All'interno la tabella con i dati

CASERTA - "Il mondo sanitario ha dormito su questo problema, adagiandosi sui luoghi comuni degli stili di vita. Arpac e mondo ambientale hanno dormito. Possiamo aspettare altri tre anni per vedere i dati dei registri ambientali?". E' con una provocazione che il dottor Gaetano Rivezzi presenta, in occasione del Forum che si è tenuto presso la sede del Mattino, i dati tumorali in provincia di Caserta. Dal 2009 al 2011 sono 88.499 i casi di tumore registrati in Campania con una percentuale superiore al 2% che ha colpito ragazzi fino ai 20 venti.

 "I medici della terra dei Fuochi vedevano già che i tumori del seno sotto i 40 anni erano tantissimi - spiega Rivezzi - senza bisogno d'altro. La prevenzione sul tumore al seno non può attendere nè anni nè mesi. Figurarsi i tre anni necessari a far partire tutti i registri tumori. Sui tumori infantili - incalza il pediatra - il professor Gianni della Federico II ci sta dando numeri allarmanti. Come lo fa l'esperienza stessa del pediatra. Se io medico vedo 5 bambini col tumore osseo che non vedevo un anno prima, rifletto. Noi già ora analizziamo i dati nazionali sulle dimissioni ospedaliere e presto saranno disponibili per province. I tumori infantili sono un segnale di allarme importante. E sono in aumento".

Benchè in termini di cifre, nell'arco temporale dal 2009 al 2011, risulta la Napoli la città più 'colpita' con oltre 46.000 casi, resta il dato allarmante sulla percentuale di tumori che hanno colpito i ragazzi fino a 20 anni. Sono ben 13.000 i casi registrati a Caserta con una percentuale pari al 2,2% di tumori infantili (291).


In allegato la tabella con i dati